angle-left RELAZIONE ANNUALE DELLE ATTIVITÀ 2025: PIÙ CONTROLLI, PIÙ COMPETENZE, PIÙ INNOVAZIONE

Lunedì, 23 Febbraio 2026

 Entro il 31 gennaio, la Relazione annuale che illustra le attività effettuate dall’Agenzia nell’anno appena concluso viene inviata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e alle competenti Commissioni parlamentari. Nel 2025 intensificazione di ispezioni e vigilanza sempre più orientata alla gestione e mitigazione del rischio. 

Immagine copertina

Un modello di vigilanza sempre più mirato, fondato sulla lettura del rischio e sulla conoscenza operativa delle reti: è questo il filo conduttore della Relazione Annuale 2025 di ANSFISA, che fotografa un anno di crescita della capacità operativa e consolidamento metodologico su un perimetro infrastrutturale vasto e complesso. L’Agenzia, vigilata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è chiamata a presidiare tre ambiti molto diversi, ferrovie, strade e autostrade, impianti fissi.

Nelle pagine della Relazione emerge con forza l’impegno a sostenere lo sforzo di tutto il settore verso la prevenzione. “Dagli adempimenti vogliamo passare alla cultura della gestione del rischio– dichiara Domenico Capomolla, direttore di ANSFISA -  i nostri ispettori non verificano solo la regolarità delle carte, ma valutano lo stato reale e il rischio operativo dell'opera. Sicurezza significa utilizzare l'analisi dei dati e l'osservazione diretta per intervenire preventivamente laddove i modelli matematici o l'esperienza sul campo segnalano una potenziale criticità. Superare la logica della pura conformità formale ci permette di essere molto più efficaci e di dare risposte concrete laddove il rischio è maggiore”.

Nel 2025 questo approccio si è tradotto nell’intensificazione delle verifiche sul campo, nel rafforzamento degli strumenti regolatori, nelle partnership operative e nell’integrazione delle nuove tecnologie e degli strumenti digitali che rendono le attività di controllo più comparabili, tracciabili ed efficaci.

Sulle ferrovie, la vigilanza ha combinato supervisione di sistema e ispezioni operative, con una presenza più capillare sul territorio: nel corso dell’anno sono state svolte 130 attività ispettive su imprese ferroviarie, con 946 treni ispezionati e oltre 8.600 elementi verificati, affiancate da attività di audit e follow-up sui processi di sicurezza. Particolare attenzione è stata riservata ai punti sensibili della rete come i passaggi a livello e ai segmenti “ad alta sensibilità” come il trasporto delle merci pericolose. Al centro dei processi di vigilanza anche organizzazione, fattore umano e maturità dei sistemi di gestione della sicurezza.

Sul comparto stradale e autostradale, la sfida è quella del “rischio diffuso”: un’estensione molto ampia, una pluralità di gestori e capacità operative eterogenee richiedono criteri di priorità basati sul rischio e standard di riferimento condivisi. Nel 2025 ANSFISA ha intensificato l’attività ispettiva arrivando a 3.536 km di rete ispezionati e quasi 600 opere d’arte verificate; inoltre, sulle gallerie della rete transeuropea, sono stati effettuati 50 sopralluoghi ispettivi a supporto della Commissione permanente, contribuendo ad accelerare i percorsi di messa in servizio e adeguamento secondo i requisiti della normativa europea.

Nel settore degli impianti fissi (metropolitane, tramvie, impianti a fune e altri sistemi), la Relazione evidenzia invece un incremento significativo delle attività di analisi e supervisione: 6.916 attività svolte, pari a circa +34% rispetto al 2024. In parallelo, ANSFISA ha continuato a lavorare su regole più moderne, efficienza dei procedimenti autorizzativi, qualificazione del personale e trasformazione digitale come leva di trasparenza e monitoraggio.

Un capitolo trasversale riguarda infine il dissesto idrogeologico, affrontato come fattore che incide direttamente su continuità e sicurezza delle infrastrutture del territorio. Nel 2025 il lavoro tecnico e di confronto ha portato alla pubblicazione del Libro Bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto, che sarà accompagnato da un piano di iniziative territoriali nel 2026 per condividere conoscenze, buone pratiche e criteri di prevenzione a contatto con i contesti locali più esposti.

Tutti questi dati restituiscono una fotografia di un Paese che, pur avendo compiuto passi avanti sul fronte del monitoraggio e della capacità di intervento, deve continuare a investire in manutenzione programmata, competenze e omogeneità degli standard, per ridurre le fragilità accumulate nel tempo e rafforzare la prevenzione.

Il Direttore dell'Agenzia commentando i dati ribadisce che “la sicurezza non può essere un compito delegato a un unico soggetto, ma il risultato finale di una sinergia tra chi progetta, chi gestisce e chi controlla. ANSFISA ha il ruolo di presidiare i metodi, definire gli standard e verificare il rispetto delle regole, anche per tale motivo ha finalizzato dei protocolli di intesa con alcune Procure che danno la possibilità di interpretare le norme, gli eventi calamitosi e le cause dei disastri naturali o antropici in maniera univoca. Tuttavia, la manutenzione quotidiana e la gestione operativa restano responsabilità dirette dei soggetti competenti. Solo se ogni anello della catena mette la prevenzione al centro del proprio operato, il sistema Paese potrà contare su infrastrutture davvero resilienti”.

Per saperne di più sulla Relazione 2025 leggi il FOCUS dedicato