Autorizzazioni su tratte di confine

Con l’emanazione della Direttiva (UE) 2016/798, e in particolare con quanto rappresentato nell’art. 10, comma 8, si stabilisce il principio che un certificato di sicurezza unico, rilasciato dall’ERA o da un’autorità nazionale preposta alla sicurezza, è “valido senza un’estensione dell’area di esercizio per le imprese ferroviarie che viaggiano verso le stazioni degli Stati membri confinanti con caratteristiche di rete e norme di esercizio similari, quando tali stazioni sono vicine alla frontiera, a seguito della consultazione delle autorità nazionali preposte alla sicurezza competenti. Tale consultazione può essere effettuata caso per caso o stabilita in un accordo transfrontaliero tra gli Stati membri o le autorità nazionali preposte alla sicurezza”.

I certificati di sicurezza unici validi sulle sezioni transfrontaliere, a seguito del recepimento della citata direttiva nell’ordinamento italiano con il Decreto legislativo 14 maggio 2019, n. 50, dal 2019 sono indicati nella banca dati ERADIS.

Nella presente tabella sono invece elencate le imprese ferroviarie, in possesso di un Certificato di Sicurezza rilasciato ai sensi della Direttiva 2004/49/CE dall’autorità di sicurezza competente su una rete confinante con l’Italia, che hanno ottenuto, prima dell’entrata in vigore del 4° Pacchetto ferroviario, un’autorizzazione specifica rilasciata da questa Agenzia per accedere a un tratto di linea compreso tra il confine geografico e la stazione di confine in territorio italiano.
Le autorizzazioni rilasciate da questa Agenzia sono valide solo in presenza di un Certificato di sicurezza valido nel Paese confinante. Le autorizzazioni valgono solo per la tratta in essa riportata nonché per i mezzi dichiarati.